Fortezza delle Verrucole

Già il termine di Verrucole, che deriva sicuramente da verruca, fa capire facilmente come non si potesse scegliere una località migliore, arroccata

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Fortezza delle Verrucole

Fortezza delle Verrucole

Già il termine di Verrucole, che deriva sicuramente da verruca, fa capire facilmente come non si potesse scegliere una località migliore, arroccata e pietrosa, su cui costruire una fortificazione. La Fortezza medievale, che risale ai tempi in cui il feudalesimo, in Garfagnana, aveva come rappresentanti in zona i conti Gherardinghi, è sicuramente uno dei monumenti più conosciuti e negli ultimi anni oggetto di numerosi restauri promossi dal Comune di San Romano in Garfagnana, che ne è proprietario dal 1986.
Se in origine il castello merlato è servito da abitazione signorile, successivamente è diventato, nell’epoca comunale, sede della Curia delle Verrucole, e successivamente presidio militare, con due castellani a comando di un relativo corpo di guardia, a difesa delle due Rocche, la Tonda a la Quadra, poste ai due estremi del colle. Sono della seconda metà del Quattrocento gli interventi che hanno reso il fortilizio così come lo vediamo oggi. Furono infatti necessari all’uso militare i due baluardi che sovrastano il paese di Verrucole, come il cunicolo che porta alla casamatta sotterranea. Leggende locali ancora oggi riportano come da qui doveva partire una galleria segreta che portava alla Rocca di Camporgiano, sede amministrativa della Vicaria a cui apparteneva il castello. Dalla terrazza della Rocca si ha un’idea completa del massiccio fortilizio e si gode, come scrisse un ingegnere dell’Ottocento, “il più bel orizzonte della Garfagnana”.
Dalla chiesa parrocchiale di San Lorenzo, iniziando il percorso pedonale che porta al monumento ci si trova, subito, sotto i potenti baluardi estensi, presidio inespugnabile a difesa di buona parte della Garfagnana. Terminato il sentiero e varcando le mura dalla porta principale con la guardiola, bisogna sicuramente visitare il cunicolo che porta alla casamatta sotterranea, come osservare il panorama mozzafiato dai baluardi cinquecenteschi. La Rocca Tonda, forse primo palazzo comunale, nel periodo estense fu residenza del Capitano e prigione inespugnabile, dove torturare e far confessare i banditi catturati in zona. Una solida e ripida scalinata in pietra conduce al mastio, dove è allestito un percorso didattico sulle fortificazioni ed è possibile visitare gli ambienti destinati alla vita del castellano, le prigioni, ed affacciarsi alla porta del giardino. Dalla Rocca Tonda il panorama abbraccia buona parte della Garfagnana, dal versante appenninico del Parco dell’Orecchiella e della Pania di Corfino, fino al Pisanino ed alle altre cime delle Apuane.
L’impresa del diamante è il simbolo di Ercole I d’Este (1431-1505), rappresentato da un anello con diamante, a cui si avvinghia un fiore di zinnia. Sul capitello della chiesa della Fortezza la ritroviamo scolpita come segno di dedizione agli Estensi, ultimi Signori dell’antica Provincia di Garfagnana.

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