Villa Garzoni – Collodi

L'attuale complesso è il risultato di un progetto di ristrutturazione iniziato verso la metà del XVII secolo ad opera dell'architetto Ottaviano Diodat

25 Aprile 2018: Sarà Banda 🗓 🗺
14 e 15 Aprile 2018: Naturalitas 🗓 🗺

L’attuale complesso è il risultato di un progetto di ristrutturazione iniziato verso la metà del XVII secolo ad opera dell’architetto Ottaviano Diodati con la partecipazione del proprietario Romano Garzoni. La villa, con la sua mole imponente che si sviluppa su quattro piani a valle e tre a monte, è posta in posizione elevata rispetto al paesaggio circostante. Due rampe a gradoni, che accentuano l’effetto scenografico, la collegano al giardino posto di fianco. Dietro alla villa si apre, su uno spazio verde, un edificio di particolare interesse, progettato da Filippo Juvarra. Tale edificio, di colore rosso vivo, può considerarsi una delle più rilevanti espressioni di architettura barocca in Toscana. Il terreno, caratterizzato da una forte pendenza, ha influenzato l’organizzazione planimetrica del giardino, infatti il progetto si sviluppa lungo un’asse centrale di simmetria secondo una sistemazione a terrazzamenti, di grande effetto scenografico. Questo schema interpreta la sintesi tra la geometricità dei canoni del Rinascimento con la spettacolarità del nascente Barocco. Superato l’ingresso, in cui sono collocate due statue di Pan flautista e di Flora, si apre un parterre variopinto con siepi di bosso di forme geometriche, in cui le fioriture sono state recentemente sostituite con ghiaino colorato. Nella prima parte sono poste due vasche circolari arricchite da ninfee e schizzi d’acqua. Una statua di Diana ed una di Apollo introducono alla seconda parte del parterre dove all’interno delle aiuole sono rappresentate le insegne della famiglia Garzoni. Tutto il parterre è delimitato da una imponente siepe di bosso potata secondo l’arte topiaria. Al termine si innalza maestosa una scalinata tripartita a doppia rampa, decorata con mosaici colorati a disegni geometrici e nicchie che ospitano statue di terracotta. Un’imponente balaustra segue l’andamento di tutta la scalinata. Il secondo pianerottolo conduce ad un’estremità alla statua di Pomona, divinità protettrice del giardino, e dall’altra parte ad un teatrino di verzura. L’asse centrale prosegue lungo una cascata a gradini, che culmina con una statua della Fama, dalla cui cornucopia sgorga l’acqua che prima di defluire nella cascata si getta in una vasca semicircolare; il tutto è innestato all’interno di un fitto bosco, tagliato orizzontalmente da percorsi, due dei quali proseguono raggiungendo uno un boschetto di bambù, l’altro, dopo aver attraversato un ponticello a forma di pergolato con aperture ad occhi di bue, arriva ad un labirinto. Il giardino è stato recentemente restaurato seguendo descrizioni documentarie e modelli desunti dalla trattatistica.

 

Villa Garzoni

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